Perché comunicare come Dylan Dog?

Ci siamo piacevolmente imbattuti in due articoli pubblicati sulla rivista “LINK. Idee per la tv”, un progetto editoriale dedicato alla televisione e ai media.

Si parla di due macro-argomenti i cui sviluppi ci hanno portato a una riflessione sul lavoro che svolgiamo ogni giorno in Laboratorio Creativo Up:

  • Le generazioni al tempo del web
  • La ricerca del consenso da parte del pubblico nei media

Sono due articoli diversi, scritti e pubblicati in momenti diversi, eppure abbiamo tessuto un filo conduttore, rosso e ben evidente, grazie al quale abbiamo costruito il nostro pensiero sul tema.

Ma non siamo stati soli lungo la strada. 

In nostro aiuto è accorso Dylan Dog, proveniente dai ricordi di ore interminabili e indimenticabili a leggere il fumetto omonimo tanto amato, e a volte temuto, da una generazione di Millennials oggi nostalgici.

I millennials sono l’ultima cosa che resta del mondo analogico, il ponte tra ciò che era e ciò che sarà”, ha scritto su Wired il giornalista Jason Parham.

Cosa significa essere un millennial? Il Pew Research Center, centro di analisi politiche e sociali statunitense, pone come generazione finale dei millennial  i nati nel 1996, e quella iniziale nel 1981. Una fetta di epoca storica che abbraccia quindi l’inizio degli anni Ottanta, rivoluzionari nella musica, e la metà degli anni Novanta, quando cominciava ad aleggiare la paura del nuovo millennio.

Il primo numero di Dylan Dog, “L’alba dei morti viventi” esce nel 1986. 

Com’era il mondo di internet all’epoca? Lo abbiamo raccontato in un altro nostro articolo: leggilo qui.

Il punto di questo articolo, invece, è capire come sviluppare un piano di comunicazione quanto più autentico possibile in un momento storico in cui la ricerca del consenso da parte del pubblico nei media condiziona gran parte, se non tutti, i calendari editoriali delle imprese del settore. 

Lo scopo, quindi, è capire come comunicare come Dylan Dog.

Da bravi Millennials quali siamo, abbiamo chiacchierato con l’Intelligenza Artificiale, grazie alla quale siamo riusciti a stabilire dei punti in comune tra il nostro modo di comunicare e quello di Dylan Dog:

  • Affronta l’irrazionale: Dylan Dog è l’ “indagatore dell’incubo” per eccellenza”, che si addentra nei lati più oscuri della realtà. Nella comunicazione, questo significa non avere timore di esplorare aspetti meno convenzionali o scomodi di un argomento, andando oltre la superficie per comprendere il “mostruoso” che si nasconde dentro.
comunicare come Dylan Dog
  • Accetta il diverso e la paura: Dylan Dog insegna che la perfezione non esiste e che dobbiamo accettare ciò che è diverso e spaventoso. Comunicare con questo spirito significa essere inclusivi, tolleranti e capaci di integrare idee e prospettive diverse, anche quelle che ci mettono a disagio.
comunicare come Dylan Dog
  • Sii onesto e profondo: Il fumetto si nutre della dimensione onirica e surreale. La tua comunicazione può trarre ispirazione dalla capacità di Dylan Dog di essere profondamente onesto, anche quando la realtà è sfuggente e non del tutto razionale, creando un legame emotivo più autentico con chi ti ascolta.
comunicare come Dylan Dog
  • Integra l’umorismo e il paradosso: Il personaggio di Groucho, con le sue battute e il suo essere l’opposto del suo padrone, offre uno spunto per usare l’ironia e il paradosso nella comunicazione. Questo può alleggerire la complessità dei temi trattati, rendendoli più accessibili e memorabili.
comunicare come Dylan Dog
  • Non temere il “buio”: Dylan Dog dimostra che non bisogna avere paura del buio, ma imparare a conviverci. Nelle tue comunicazioni, puoi portare questo messaggio, normalizzando conversazioni su argomenti complessi, tabù o spaventosi, trasformandoli in occasioni di riflessione e comprensione anziché di panico.
comunicare come Dylan Dog
  • Cerca l’approfondimento attraverso l’indagine: Il metodo di Dylan Dog è un’indagine continua. Nella tua comunicazione, non limitarti a esporre fatti, ma “indaga” sulle cause profonde dei fenomeni, cercando di dare risposte complete e che tengano conto di tutti i lati della questione, anche quelli più inquietanti.
comunicare come Dylan Dog

Ecco “il ponte tra ciò che era e ciò che sarà” di cui vi parlavamo prima: cerchiamo dei richiami del passato, nelle pagine sfogliate sotto le dita autentiche e tangibili, in un personaggio ormai di un’altra epoca, Dylan Dog, e cogliamo l’utile degli strumenti del presente, attraverso il dialogo con un’entità mistica e misteriosa, senza volto e piena di risposte, l’Intelligenza Artificiale. 

Siamo Millennials e comunichiamo come Dylan Dog.